Monica Priore

L’importanza dell’attività sportiva nella convivenza con il diabete di tipo 1

Da dove proviene l’energia e come mai l’attività sportiva è importante nella convivenza con il diabete di tipo 1? Innanzitutto, è essenziale dire che per muoverci abbiamo bisogno di energia che ci consenta di produrre effettivamente il movimento. I nostri muscoli si contraggono e hanno bisogno di energia rilasciata da una molecola che si chiama ATP. Noi otteniamo questa energia da tre meccanismi principali:
  • Il meccanismo aerobico;
  • Il meccanismo anaerobico lattacido;
  • Il meccanismo anaerobico alattacido.
Possiamo, quindi, paragonare questi tre meccanismi a tre serbatoi che contengono questa energia di cui il corpo ha bisogno quando si muove e noi possiamo attingere a questi serbatoi a seconda dell’intensità e della durata dell’esercizio. Detto questo, è importante mettere in risalto che il soggetto diabetico deve conoscere il tipo di attività che va ad affrontare per monitorare la risposta glicemica. Attività di tipo aerobico prolungato, ad esempio, hanno risposta tendenzialmente ipoglicemia. Ecco perché importante che il soggetto che ha diabete di tipo 1 conosca le varie attività e le sappia inquadrare in un contesto preciso.

Attività sportiva e diabete: come monitorarci

Tra gli strumenti più importanti per monitorarci durante l’attività fisica troviamo sicuramente gli orologi sportivi. In questi prodotti molto spesso vediamo anche la frequenza cardiaca, ma qual è la correlazione tra la frequenza cardiaca e il dispendio energetico? Durante un lavoro di tipo aerobico il consumo calorico e la frequenza cardiaca sono correlati. Infatti, tanto più ossigeno consumo tanto più si alzano i battiti tanto più tanto maggiore è il dispendio calorico. In linea generale, un soggetto di tipo diabetico adulto è consigliata un’attività fisica di almeno due ore/due ore e mezza a settimana. Ovviamente, dipendendo dai casi queste indicazioni possono aumentare fino a 60 minuti al giorno di attività che possono essere di diverso tipo, come:
  • Corsa;
  • Ciclismo;
  • Nuoto;
  • Attività anaerobiche per la stimolazione dei tessuti muscolari.
Quindi, un soggetto affetto al diabete tipo 1 può e deve assolutamente praticare attività sportiva perché non bisogna mai dimenticare che siamo strutture costruite e progettate per muoverci. Il miglior modo per avvicinarsi all’attività sportiva è quello di individuare una tipologia di attività che possa piacere e divertire l’individuo. Un modo per sviluppare nuovi interessi e creare gradualmente un interesse nei confronti dello sport. Ovviamente, per fare questa cosa è necessario affidarsi ad un professionista che conosca il diabete di tipo 1 e che stili un programma con stimoli ed esercitazioni progressive.

Attività fisica e diabete di tipo1: cosa sapere sugli allenamenti

Per quanto riguarda la tipologia di attività fisica consigliata è possibile conciliare un allenamento Power building con un allenamento cardio. Il Power Building è una disciplina che combina due attività: il power lifting e il body building. È un’attività in cui, oltre al cercare il miglioramento di una abilità biomotoria, si cerca di perseguire fini estetici. Se guardiamo soltanto da un punto di vista della performance il lavoro più importante viene fatto in sala pesi. Quindi, modulando i carichi in sala pesi, il cardio diventa un qualcosa di non necessario. In ogni caso, se lo si desidera aggiungere lo si può aggiungere eventualmente sotto forma di lavoro intervallato ad alta intensità. Il lavoro aerobico può essere inserito tranquillamente, ovviamente dipende anche dalle situazioni. Può aiutare tantissimo se c’è un eccesso adiposo e con alcuni tipi di allenamenti intervallati ad alta intensità può essere di grande giovamento.

L’importanza dello sport per la salute

Lo sport rappresenta una scuola di vita importante che può essere di grande supporto, inoltre insegna a vivere e fortifica immensamente l’individuo. Chiunque può avvicinarsi allo sport e ad uno stile di vita sano, l’importante è desiderarlo ed essere molto costanti. Bisogna imparare a dare importanza all’attività sportiva e riconoscere sempre i nostri traguardi. Ovviamente, un passaggio fondamentale è l’organizzazione della propria giornata in modo meticoloso per includere sempre un buon allenamento. Molte persone per pigrizia e per non uscire di casa rifiutano di approcciarsi allo sport, anche se basterebbero 20 minuti al giorno a corpo libero dalla comodità della propria casa. Quindi, il segreto sta proprio nella costanza e nella buona volontà di ognuno di noi. Insomma, davvero chiunque può riuscire a fare della sana attività fisica e mantenersi in salute alleviando lo stress.

Marco Sist

Marco Sist è stato per10 anni allenatore di gruppi di giovani nuotatori. Successivamente partendo dalle serie minori con la Virtus Basket Aprilia è arrivato fino alle Serie A1 con il Latina Basket e poi con Enel Brindisi dove è tutt’ora responsabile della preparazione fisica della prima squadra.
Marco Sist

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